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Domenica, 13 Giugno 2021 ore
07-05-2021 16:05 LECCE - REGGINA 2-2, L'ANALISI DI ANTONIO AGOSTINO
LECCE - REGGINA 2-2, L'ANALISI DI ANTONIO AGOSTINO

CRONACA:

La Reggina dopo due pareggi consecutivi cercherà di tornare alla vittoria per tentare l’aggancio al treno play-off, ma dovrà fare a meno di Folorunsho, quest’oggi squalificato. Baroni punterà sulle sicurezze: Montalto sarà la punta titolare nel 4-2-3-1, dietro di lui Rivas e Bellomo sugli out rispettivamente destro e sinistro, Edera in posizione centrale a dare intensità anche alla fase difensiva. La cerniera di centrocampo propone la coppia Crisetig-Crimi, i centrali scelti da Baroni stavolta saranno Stavropoulos e Loiacono. Il Lecce viene invece da due sconfitte consecutive, proverà ad ogni costo a vincere la partita e sperare in un passo falso della Salernitana. Consueto 4-3-1-2 per il Lecce di Corini, Mancosu ispirerà le punte Coda e Stepinski.

 

Primo Tempo:

Avvio positivo per la Reggina, mantiene i reparti vicini e gestisce il pallone con un palleggio accurato. Il primo squillo della partita arriva al settimo minuto: da uno scambio sull’out sinistro, Bellomo non viene contratto da Maggio, la parabola disegnata sul secondo palo trova un Edera lasciato altrettanto solo da Zuta, e con tiro volante non può che insaccare, 0-1. Il Lecce non subisce il colpo e mantiene il suo scacchiere tattico: i terzini salentini però non offrono la spinta richiesta, rimanendo abbastanza bloccati, preoccupati dagli esterni offensivi avversari. Il Lecce decide quindi di concentrarsi centralmente, ove Mancosu giganteggia in mezzo ai due mediani amaranto saltando sovente la prima marcatura, aprendo gli spazi per gli inserimenti delle mezz’ali. Al 14esimo arriva una svolta nella partita, con l’infortunio di Edera costretto ad uscire in barella, e l’ingresso di Okwonkwo. Cambiano le caratteristiche, cambia anche l’atteggiamento della Reggina, con un giocatore più incline a cercare la profondità piuttosto che servire i propri compagni o svariare su tutto il fronte offensivo, lo schieramento è un 4-4-1-1 con Montalto che arretra fino alla linea di centrocampo ad aiutare la manovra. Neanche il tempo di risistemarsi in campo, il Lecce trova il pari con Stepinski, approfittando dello spazio lasciato dai difensori reggini, appoggia un pallone alto e preciso sull’attaccante polacco, che con un tocco delicato appoggia di testa in rete. Reggina che intimidita inizia a sfaldarsi, Mancosu rompe ancora una volta gli schemi, resiste a Loiacono salito eccessivamente in recupero palla, il poco filtro e l'abbassamento dei mediani porta si a creare densità, ma rimanendo schiacciati in area, sul servizio del trequartista di casa, arriva la conclusione di Coda e sulla respinta di Nicolas, si avventa prima di tutti Stepinski, infilatosi nel buco sul centro-sinistra lasciato dallo scalo dei difensori. E’ dunque 2-1 al 16esimo. Il Lecce continua a martellare la difesa reggina, si affida spesso alle giocate personali, piuttosto che coinvolgere troppi giocatori nella manovra offensiva. Da una palla apparentemente innocua, sale in cattedra Okwonkwo, che salta netto al limite dell’area il diretto avversario, e sul tiro respinto si avventa Montalto in posizione regolare insacca il pallone del pareggio. Altro infortunio per la Reggina al 35’, questa volta è Rivas ad accusare un problema muscolare, sarà Bianchi il suo sostituto. Cambia nuovamente l’atteggiamento tattico Baroni, in fase di non possesso la Reggina si schiera con un 4-1-4-1, Montalto punta, Okwonkwo che scala sull’out destro, Crisetig in cabina di regia, Crimi e Bianchi avranno il compito di accompagnare l’azione offensiva e sopperire all’assenza del trequartista centrale. La mossa si rivela efficace, col Lecce in difficoltà nello scardinare le strettissime linee amaranto, chiuse in questo nuovo 4-5-1 dall’atteggiamento passivo, ma in grado di offrire 3 contropiede pericolosi, soprattutto l’ultimo con Okwonkwo che serve Bellomo a 3 metri dalla porta e tiro incredibilmente alto sopra la traversa. Si arriva così alla pausa col risultato di 2-2.

 

Secondo Tempo:

Si rientra in campo con un cambio, Gallo prenderà il posto di Zuta, in palese difficoltà sulla fascia destra. Stavolta è il Lecce a partire con più sprint, e rispetto al primo tempo non disdegna scavalcare le linee amaranto con palle lunghe indirizzate verso Coda. Lo spartito è rimasto lo stesso del finale di primo tempo: la squadra salentina mantiene le redini del gioco, Reggina compatta e stretta alla ricerca del recupero basso e la conduzione rapida in contropiede. Dopo 20 minuti soporiferi all’insegna dell’equilibrio, Baroni decide per il triplo cambio con Denis, Lakicevic e Menez che prendono il posto di Montalto, Crisetig e Bellomo. Ristabilito il 4-4-1-1 con la nuova coppia Denis Menez di tasso tecnico superiore rispetto ai precedenti compagni, Okwonkwo cambia nuovamente posizione, stavolta sull’out sinistro. Le difficoltà maggiori provengono dal duello Maggio-Liotti, col giocatore ex-Napoli, più offensivo nel secondo tempo, riesce spesso ad infilare il proprio avversario di fascia, non altrettanto bravi i compagni nella conclusione dell’azione. La mossa Menez aumenta la qualità del palleggio offensivo e da due sue giocate la Reggina produce due palle goal importanti, soprattutto la seconda al 69esimo, quando da un recupero alto, Bianchi viene servito in area tutto solo, ma anche in questo caso la scarsa accuratezza non porta al goal. Lo schieramento tattico di Baroni, col passare dei minuti, è mutato in un 3-4-2-1, con Lakicevic e Liotti come quinti di centrocampo, ed un camaleontico Okwonkwo che stavolta si schiera dietro Denis insieme a Menez. Vara anche Corini il triplo cambio, Henderson, Rodriguez e Nikolov prendono il posto di Majer, Stepinski e Bjornkengren, forze fresche dunque per gli inserimenti costanti dentro l’area avversaria. E’ però la Reggina che approfitta dello spaccamento in due tronconi del Lecce, per partire in contropiede coi suoi tre avanti offensivi, come nella grande occasione su assistenza di Crimi, fallita però da Menez a tu per tu con Gabriel. Corini tenta anche la carta Yalcin, esce Maggio e Nikolov occupa la sua casella. Gli ultimi assalti vedono il Lecce attaccare con palloni alti ma inoffensivi, non si scompone la Reggina e chiude diligentemente affidandosi ad interventi senza fronzoli. Finisce così col risultato di 2-2.

 

Partita divertente che ci ha introdotto ad una Reggina duttile come mai vista in passato, segno evidente dell’impegno profuso dei propri giocatori, uniti nella ricerca del risultato e disposti a coprire ruoli diversi e sacrificare energie per agevolare la manovra. Il fatal pareggio escluderà la squadra dallo svolgimento dei play-off ma è stata una gara utile a capire i reali valori ed impostare a meglio il mercato estivo.

 

Antonio Agostino

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