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Giovedi, 21 Maggio 2026 ore
17-01-2019 22:33 Reggina 1914, l'avvocato Chizzoniti ringrazia Mimmo Praticò

Oscar Wilde sosteneva (ed aveva ragione), che “gli uomini si giudicano quando partono e non quando arrivano”. Ciò premesso, atteso il già formalizzato trasferimento della proprietà della Reggina 1914, ritengo maturi i tempi per affrontare, con la schiettezza che è nel mio stile, l’esperienza vissuta da Mimmo Praticò e dalla sua intera famiglia, che, indipendentemente dalle livorose, ben domiciliate, furenti accuse gratuite, resta un momento quanto mai importante, quindi tutt’altro che “vergognoso”, alla guida della predetto team sportivo. La famiglia Praticò, intervenuta in un momento delicatissimo della vita societaria, non iscritta al campionato di Serie C, pur avendo conquistato una meritatissima permanenza, e con una quantificazione di estrazione fallimentare, pari ad oltre trenta milioni di euro, è riuscita, comunque, a far sventolare il vessillo amaranto. Quindi, scongiurato il pericolo di ripartire dalla III Categoria, grazie a Mimmò Praticò, la Reggina è ripartita dalla Serie D, ed alla prima occasione utile, previo pagamento di 350.000 euro prima, ed altri 250.000 successivamente, è stata ripescata in Serie C, conseguendo un onorevolissimo quarto posto. Qualsivoglia garanzia prevista è stata offerta dal patrimonio familiare Praticò, e per ben tre anni la Reggina ha militato nella Serie C nazionale, quindi nel professionismo calcistico. Sorvolo sulla persistente morosità dei soci di minoranza, taluni sistematicamente inadempienti, ed arrivo al dunque della vicenda ben circoscritta e perimetrata attorno ad una quantomai sospetta consecutio temporum, relativa ad alcune iniziative contestualmente assunte che fanno fatalmente pensare ad un piano golpista ex adverso progettato. In questa tenebrosa cornice, ovviamente, non manca la sponda mediatica, a dir poco, iraconda, collerica e furibonda. Forse al servizio di alcuni ex dirigenti della Reggina che avrebbero voluto spingere Praticò verso un altro fallimento, per poi intervenire “a prezzi popolari”? Ciò, anche sulla scorta della incredibile istanza di fallimento immediatamente presentata da un ex consulente, assunto su suggerimento di un ex dirigente, che non ha esitato, a rivendicare gli onorari parcellati, dopo aver rifiutato l’offerta per contanti di cinquantasette mila euro, unitamente ad altri trentaduemila, differiti in rate mensili, cui devonsi aggiungere altri quaranta mila euro annui esclusivamente per l’attività di consulenza. Da non sottacere, in questo plumbeo quadro, anche lo sciopero preannunciato dagli atleti in forza alla Reggina, per appena tre giorni di ritardo, probabilmente, all’uopo, raffinatamente ispirati, i quali hanno finito col concorrere ad alimentare la convention ad escludendum in pregiudizio dell’esterrefatto Mimmò Praticò. Indubbiamente e sospettosamente, simultaneamente pluri-aggredito! Non a caso, il modus operandi degli atleti avrebbe potuto comportare un grave pregiudizio alla continuità del club, poiché la messa in mora dei calciatori avrebbe, unitamente all’istanza di Crassani, di fatto aggravato la posizione del club a vantaggio dei calciatori che in poco tempo avrebbero ottenuto lo svincolo per continuare l’attività altrove, lasciando la Reggina 1914 “come l’aratro in mezzo alla maggese”. In quest’ottica, anche le Istituzioni politiche cittadine in carica non sono esenti da censure, poiché, a fronte del gradito impegno profuso per il salvataggio della Viola Basket, per la Reggina Calcio hanno assunto un comportamento all’insegna del glaciale distacco, anche con riferimento alla vicenda Crassiani. Senza dimenticare che l’Amministrazione Comunale reggina ha costretto il team amaranto a disputare a Vibo le prime partite in casa in calendario, per via dell’incredibile ritardo degli interventi da tempo previsti per il recupero del terreno dello stadio “Oreste Granillo”. E qui soccorre anche il palese, ostentato disprezzo di chi ha rabbiosamente scritto, fra l’altro (molto altro) “si chiude un capitolo vergognoso” oppure, finisce “il periodo più scarso e triste della storia amaranto”, e tanti altri impavide sortite, più che occasionali, scientemente pianificate. E senza chiedersi minimamente cosa sarebbe stato della Reggina senza il corale sacrificio ed impegno, a diversi livelli, della famiglia Praticò, che ha impedito alla Reggina 1914 di fare la stessa fine del Messina, Palermo, Catania, Bari, ecc. . Oggi, il neoproprietario, cosa avrebbe acquistato?? Non v’è dubbio che sul versante mediatico, qualcuno, non abbia fatto buon uso della massima, cara al grande Montanelli, scegliendosi un padrone, ma non il lettore, bensì ben altri personaggi reggini! È mancata l’onestà intellettuale, sovrastata da un’opzione mediatica imperiale, aggressiva ed autoritaria, ripetutamente prospettata al solo fine di far fuori Mimmò Praticò, vittima aliunde designata di una prorompente furia iconoclasta. Ovviamente, per agevolare l’avvento di chi ha optato per la netta contrapposizione nei confronti dello stesso, reo di creare le condizioni tese a garantire un avvenire migliore alla beneamata Reggina. Sul punto, forse, e senza forse, Lillo Foti (Presidente cui va riconosciuto il merito di ben due promozioni in Seria A e di una permanenza nella massima serie quasi decennale), non aveva tutti i torti, quando, qualche anno addietro, non esitò a prendere per il bavero il predetto, empio e perfido cronista, allontanandolo di peso da una conferenza stampa convocata dall’allora massimo dirigente amaranto. A tale proposito, visto che si è parlato di vergogna, qualcuno forse dovrebbe, sull’argomento, leggere o rileggere l’insegnamento di Jonathan Swift che ha ripetutamente affermato: “l’uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare di avere torto…”, estendendo l’approfondimento alla componente storico-geografica calcistica italiana, con riferimento all’astioso assunto “proprietà più scarsa nella storia del calcio a Reggio Calabria”, aggiungendo che detto primato travalica i confini reggina per assestarsi quale “peggiore proprietà dell’Italia intera”. Ipse dixit! Nonostante la brillante attività fin qui espletata dal settore giovanile della Reggina 1914, che primeggia in tutti i campionati di appartenenza, confermando, anche per questo versante, il gran lavoro svolto negli ultimi quattro anni dalla famiglia Praticò, pur non disponendo di strutture adeguate. Quanto all’imprenditore Luca Gallo, neoproprietario della Reggina, registro un esordio estremamente positivo ed incoraggiante, ma prima di esprimere la benché minima valutazione, rinnovo il richiamo introduttivo su Oscar Wilde, in relazione al tempus per formulare opportunamente qualsivoglia giudizio. Conclusivamente, mentre sono già pronto a fronteggiare le esilaranti contumelie sicuramente diffamatorie da parte del neo Catone l’Uticense, a Mimmo Praticò, ed alla sua meravigliosa famiglia, per avere impedito alla appassionata platea universale della Reggina, di essere condannata dai golpisti di turno, ad ascoltare la sinistra melodia del silenzio, articamente ex adverso sapientemente irradiata con “letargico sopor”, vada un semplice, doveroso, opportuno ed ultra-sincero: grazie!!

Aurelio Chizzoniti

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