Qualora qualcuno non avesse ancora colto la reale situazione, Reggio Calabria, o meglio noi, suoi abitanti, siamo tra le persone più povere e vilipese d’Europa non perché i nostri territori non abbiano ricchezze naturali o siano miseri di intelligenze, ma semplicemente perché noi non sappiamo, non conosciamo e non ci preoccupiamo di conoscere. NOI SIAMO IGNORANTI. Quanti di noi conoscono natura e ragioni del debito pubblico? Quanti conoscono il suo ammontare o sanno il perché di un debito così elevato, pur senza servizi adeguati? Chi conosce l’identità di questi creditori? Quanti di noi sanno le ragioni della mancata rinegoziare del debito del Comune, cosa che avrebbe permesso la riduzione delle tasse comunali? Quanti di noi sanno perché, sebbene in questi ultimi 17 anni si siano avvicendati diversi Sindaci ed Assessori, buona parte dei Consiglieri e dei Dirigenti del Comune non cambiano, dimostrando resistenza e tenacia anche dinnanzi ad indagini, turnover e spending review? Quanti di noi conoscono contenuto, significato e portata dell’art. 1 della Costituzione, potendo sostenere pubblicamente e senza paura di smentita che l’Italia possa considerarsi una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la cui sovranità appartiene al Popolo, che la esercita nei modi previsti?
Noi abitanti di Reggio Calabria, da 15 anni a questa parte, siamo stati relegati agli ultimi posti tra le Città Italiane per quel che concerne la vivibilità, ossia la qualità della vita.
I principali parametri utilizzati per stabilire tali classifiche, secondo quanto spiegato da “Il Sole 24 Ore”, sono il lavoro, il risparmio, l’assistenza sociale, l’istruzione, lo sport, l’ambiente, ecc. Se nel 2015 Reggio era l’ultima di tale classifica nazionale, nel 2016 la penultima e nel 2017 la terz’ultima, tra 107 anni, seguendo le capacità e le caratteristiche di Sindaci ed Amministratori, dovremmo riuscire ad essere i primi, sempre che non si inciampi in un nuovo modello Reggio, in nuovi commissari straordinari ed in un’altra nuova primavera. Sarcasmo a parte, la situazione circa il livello di vivibilità a Reggio, prima ancora che drammatica e preoccupante, è voluta. Voluta da coloro che, senza più nemmeno tanto pudore, sfacciatamente gestiscono la cosa pubblica come un loro personale strumento di rielezione o di rinomina. Ma la questione non è limitabile al solo individuare e bloccare questi parassiti, è necessario modificare la causa principale che produce tali effetti: la nostra rassegnata ignoranza.
Il Reggino, in linea di massima e con le dovute differenze, ha votato a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra e poi di nuovo a sinistra, ma non è cambiato assolutamente nulla: continuiamo a mendicare un posto di lavoro agli stessi parassiti che determinato questo status quo; continuiamo a votare, quando ci andiamo, senza avere alcuna idea, ma solamente per fare “cortesie”, con la vergognosa ed umiliante speranza che queste cortesie ci vengano ricambiate; continuiamo a lamentarci in silenzio, facendo attenzione che i “potenti” non ci sentano, altrimenti c’è il rischio che tolgano anche quel poco “di nostro” che ci hanno concesso; continuiamo ad inseguire non quello che realmente ci occorre, ma ciò che altri ci hanno detto essere per noi necessario; continuiamo a proclamare il nostro amore per la Città ed il nostro sdegno per come sia stata ridotta, ma poi corriamo clandestinamente da coloro che hanno causato tutto ciò, promettendo loro il nostro sostegno in cambio di un po’ di pane; continuiamo a lamentarci del fatto che i nostri figli ed i malati di questa terra, per avere possibilità di sopravvivenza, devono lasciare tutto ed andare lontano, condannando il fantomatico Stato assente, salvo poi affrettarci a farci notare dal potente politico/amministratore “ladro di turno” affinché si ricordi di noi al momento di gettar via le briciole.
Paradossalmente, però, in una situazione del genere, perché le cose inizino a cambiare e ad andare nella direzione giusta ed utile per tutti, non bisogna attendere nessun intervento esterno, o colpo di fortuna, o eroe impavido; bisogna conoscere, informarsi ed agire, questo è il significato del termine informa/azione. Noi Reggini, noi elettori, noi esseri coscienti decidiamo il futuro sociale e politico della nostra Città e dell’ambiente in cui viviamo, chi ritiene che le colpe e le responsabilità siano di altri, agisce come il bambino che dà la colpa di quanto da lui stesso causato, al lupo!
Il Presidente Giuseppe Musarella
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