
REGGINA – VIRTUS FRANCAVILLA 0-1
Marcatori: 50’ Folorunsho
REGGINA: Confente, Kirwan (69’ Zibert), Conson, Solini, Mastrippolito, Salandria, Marino (75’ Viola), Franchini (58’ Emmausso) Sandomenico (75’ Tassi), Tulissi, Ungaro (58’ Zivkov) All. Cevoli
VIRTUS FRANCAVILLA: Turrin, Sirri, Lugo (69’ Cason), Caporale, Partipilo (79’ Sparacello), Marino, Folorunsho, Vrdoljak, Sarao, Albertini (85’ Mastropietro), Pino All. Zavettieri
Arbitro: Ricci (Firenze) – Assistenti: Madonia (Palermo), Lalomia (Agrigento)
Ammoniti: Vrdoljak, Mastrippolito, Folorunsho, Caporale, Partipilo
Recupero: 1’pt, 4’st
La Reggina perde la terza partita su sei in campionato. I 7 punti in classifica fino ad ora accumulati, sono frutto di 2 vittorie contro Bisceglie e Siracusa ed un pareggio a Potenza. Se con Trapani e Monopoli si è trattato di sconfitte nette, con il Francavilla lo scarto è stato minimo. Poca roba per servire come consolazione. A Vibo contro la Virtus la squadra di Cevoli ha fatto quel che ha potuto, vivendo più di improvvisazioni personali che di un gioco organico. Le difficoltà in ogni reparto sono state evidenti e forse, la mancanza di “un porto sicuro” dove allenarsi e disputare le gare casalinghe, non ha permesso di cancellare o quantomeno ridurre i problemi tra i vari reparti.
Ci siamo accorti però, che la buona volontà non è mancata, ma da sola non basta. Oggi come oggi occorrerebbe avere “il manico” che possa dare le giuste direttive soprattutto nei momenti più critici della partita. Si d’accordo, il momento è quel che è, ma se ognuno facesse la propria parte, senza credere di essere fenomeno, forse qualcosa in più si sarebbe ottenuto.
Le squadre di questo girone C non sono un granchè, tranne alcune che stazionano nei quartieri alti e, con un pizzico di organizzazione in più, adesso si parlerebbe di zona play off. Il campionato è iniziato da poco ed ancora c’è tempo per far vedere di che pasta è fatta la Reggina 2018/19. Bisogna prendere esempio dalla Presidenza della società che ha lottato con tutte le proprie forze per vincere la propria “partita” nei tribunali federali. Poi se ci sono altre difficoltà questo lo vedremo. Usciranno fuori se così sarà, però oggi come oggi bisogna stare zitti e pedalare.
Fare calcio è difficile, soprattutto in terza serie, però se alcuni dirigenti la smettessero di riempirsi la bocca dicendo di essere una squadra e una società blasonata, forse si otterrebbero più fatti. Personalmente mi accontenterei, ora come ora, di essere Rende o Juve Stabia e perché no, anche Vibonese. Poche parole e tanti fatti… almeno sino al momento.
La presunzione è una brutta malattia, in molti casi incurabile a meno che… e questo ve lo racconto alla prossima puntata.
Gianni Agostino
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