Il consiglio regionale ha approvato la nuova legge sulla caccia. Il consigliere del gruppo Misto, Pasquale Tripodi, in relazione all'approvazione della nuova legge sulla caccia, ha espresso "sincero apprezzamento per le decisioni dell'Assemblea legislativa regionale che ha saputo cogliere, unitariamente, le esigenze non solo del mondo venatorio e del settore agricolo, ma anche di quanti hanno a cuore, ed i cacciatori fra i primi, la tutela e la conservazione dell'ambiente. La nuova normativa, frutto di un largo confronto con tutte le associazioni venatorie ed ambientaliste, introduce criteri di responsabilita' nel governo del territorio, prima demandati esclusivamente alla legislazione nazionale. Infatti - prosegue Pasquale Tripodi - la legge istituisce l'Osservatorio faunistico venatorio regionale, con il compito di supportare la Giunta nella pianificazione dei piani provinciali sulla base di criteri di cui l'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca sull'ambiente), garantisce la omogeneita' e la congruita'. Trova ampio risalto, inoltre, la possibilita' di promuovere sul territorio forme di gestione programmata della caccia e i criteri di individuazione dei territori da destinare alla costituzione di aziende faunistico-venatorie, agro-turistico-venatorie e di centri privati di produzione della fauna selvatica allo stato naturale. L'Osservatorio - prosegue ancora Pasquale Tripodi - nel quadro del potenziamento delle strutture tecniche dirette a qualificare l'intervento regionale in materia di caccia, assolvera' al compito di predisporre lo studio della biologia delle singole specie animali nei loro rapporti con l'ambiente ai fini di un controllo costante e scientifico della fauna. Ma non solo, l'Osservatorio eseguira' i censimenti sulle specie cacciabili in via ordinaria e sulle specie cacciabili in deroga, sia durante la stagione venatoria che nel periodo di chiusura generale della caccia". "Di particolare significato - sottolinea ancora Tripodi - la nuova legge conferisce all'Osservatorio il parere preventivo per la istituzione di zone umide artificiali regionali, strutture che in Calabria sono praticamente inesistenti, e che in altre parti d'Italia concorrono a favorire le condizioni naturali per lo svernamento della fauna selvatica, come gli anatidi, mantenendo pressoche' intatti siti ambientali seriamente compromessi dall'abbandono delle campagne o dalla dilatazione di aree urbanizzate. La Calabria finalmente - conclude Pasquale Tripodi - ha deciso di assumersi le proprie responsabilita' per il rilancio del territorio fornendo gli strumenti normativi utili per stimolare l'orientamento di investimenti privati in un settore che in altre realta' produce ricchezza e salvaguarda le tradizioni migliori".
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